Il vino è cultura – La Scolca

14 Mar Il vino è cultura – La Scolca

Durante il recente evento Feeling Food, tenutosi nell’atelier milanese di Giorgetti e organizzato da Circle Dynamic Luxury Magazine, noi di Fooditality abbiamo ascoltato diversi interessanti interventi, caratterizzati da un medesimo denominatore: il cibo e il vino come messaggio culturale, di salute e di benessere.
E chi, meglio di Chiara Soldati, titolare nonché anima della nota casa vinicola piemontese La Scolca può raccontare quanto il valore del vino italiano sia vissuto nel mondo come sinonimo di qualità e opportunità di conoscenza?

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Esponente della quinta generazione di una famiglia nata e vissuta per produrre vini dal grande aroma, Chiara Soldati esprime una reale passione per l’innovazione e la cura dei dettagli. “Insieme al cibo, il vino è emblema di emozioni e piacere, capace di creare nuove opportunità di confronto e condivisione di valori profondi e, in questo, la produzione italiana è apprezzata per le sue caratteristiche uniche”.
Ormai da tempo, infatti, il vino è sinonimo di una cultura conviviale di cui si ha sempre più bisogno.
“La nostra forza è il territorio- spiega Chiara Soldati – e, per rispettarlo al massimo, La Scolca ha sposato una filosofia di bassissimo impatto ambientale: ricicliamo le acque di lavaggio dei nostri impianti e ci siamo dotati di avanzati sistemi di produzione che non prevedono l’uso di componenti chimici, sia in vigneto che in cantina, permettendo al terreno di rimanere sano. Non facciamo ricorso alla coltura intensiva bensì abbiamo effettuato dei diradamenti nei vigneti per far sì che il nostro vino sia naturalmente caratterizzato dal giusto equilibrio di aromi, alcol e zucchero”.

 

Ed è proprio sull’eleganza del gusto, sulla salubrità dei propri vini e sul concetto di moderazione che Chiara Soldati pone l’accento: “La nostra produzione è caratterizzata da un tasso alcolico contenuto che ne garantisce le caratteristiche antiossidanti nonché il ruolo digestivo e, al contempo, da aperitivo”.
Una consapevolezza frutto della lunga esperienza: tra due anni, infatti, l’azienda festeggerà i cent’anni di storia societaria e se La Scolca, in dialetto piemontese, significa “guardare lontano”, la famiglia Soldati lo fa con spirito curioso e coraggioso che la porta a misurarsi con sfide ambiziose.

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“Guardando al percorso compiuto dal vino italiano – aggiunge Chiara Soldati -, si assiste a una crescita del consumo interno, un dato importante che si unisce alla capacità intrinseca del vino di parlare diverse lingue. La Scolca si pone proprio l’obiettivo di entrare in modo discreto in molti nuovi mercati, dalla Russia al Giappone, dalla Malesia al Kazakistan, dialogando con queste culture sposandosi a nuovi tipi di cucina”.
Un risultato che La Scolca punta a raggiungere con il supporto della migliore tecnologia oggi disponibile: “Abbiamo realizzato una nuova cantina che, nel rispetto della tradizione ci permetta di essere all’avanguardia nella tecnica per produrre vini sempre più sani, più puri e gradevoli, capaci di coinvolgere anche i Millenials”.

 

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